Gong

Gong – Gong Est Morte, Vive Gong (Celluloid)

Celluloid ristampa in vinile (nel 2010 lo aveva già fatto in cd) il live del 1977 all’Hippodrome di Parigi dei Gong, una delle formazioni più eclettiche degli anni settanta.

Se è la rinnovata passione per il vinile o quella – ultimamente quasi morbosa – verso i verbi più ‘coreografici’ dei seventies (psichedelia, progressive, kraut, jazz-rock) a dettare questo tipo di operazioni, non importa: ben vengano le ripetizioni di storia se le lezioni riguardano personaggi selvaggi e geniali come Daevid Allen e compagnia.

Ripercorrere in poche righe l’incestuosa scena alternativa di quegli anni è impresa impossibile, ma ascoltando i Gong non si può non pensare, sorridendo, che l’incidente del passaporto che impedì  al poeta beatnik australiano Daevid Allen, allora chitarrista dei Soft Machine, di ritornare in Inghilterra, quindi restare in Francia e formare i Gong, sia stato provvidenziale per le sorti del rock.
Così, oltre ad avere una band immensa come i Soft Machine, ne abbiamo avuta un’altra come i Gong che più di qualunque altra al tempo è stata in grado di fondere tutti i movimenti e le correnti allora dominanti, anzi, di crearne di nuovi.

E’ con i Gong che la scena di Canterbury copula con lo space-rock, sempre con loro che le gesta surreali di act del calibro di Frank Zappa e Captain Beefheart incontrano il progressive ed il jazz, sempre loro gli alfieri indiscussi di un acid-rock lunare che vaga nel cosmo in preda a trips lisergici in cui si affacciano continuamente figure e situazioni generate da una fantasia hippy e freakedelica in grado di tirare fuori una saga all’lsd.
Questo live riassume i momenti più significativi della storia dei Gong, presentando tracce dal primo album, Camembert Electrique e dalla trilogia successiva di Radio Gnome Invisible (Flying Teapot, Angel’s Egg e You), acme della loro produzione discografica.

Anche successivamente i Gong continueranno a suonare, giungendo fino ai nostri giorni iperattivi ed instancabili, ultimo esempio di comune/comunità foriera di ideali libertari nonché fucina per l’ispirazione di tutta la scena neo-psichedelica inglese dei ‘free-festival’ che irruppe negli anni ’80 (Ozric Tentacles, Harrold Juana, Doctor Brown), ma forse è in questo 1977, programmatico spartiacque che si può cogliere ancora tutta l’energia creativa dei settanta prima che il punk cambi irreversibilmente le cose.

Questo live rappresenta un’occasione di recupero per tutti quelli che colpevolmente non si sono soffermati su (almeno) i primi quattro albums di questa band dal portato storico.

(Articolo scritto qui per FreakOut)

Songs / Tracks Listing
1. Can’t Kill Me
2. I’ve Been Stoned Before / Mister Long Shanks / O Mother
3. Radio Gnome Invisible
4. Zero The Hero & The Witch’s Spell
5. Flute Salade
6. Oily Way
7. Outer Temple
8. Inner Temple (Zero Meets The Octave Doctor)
9. IAO Chant & Master Builder
10. Sprinkling Of Clouds
11. From The Isle Of Every Where To The End Of The Story Of Zero The Hero
12. You Never Blow Your Trip For Ever
Total Time: 75:56

Line-up / Musicians
– Daevid Allen / guitars, vocals
– Didier Malherbe / saxes, flute, vocals
– Gilli Smyth / spacewhisper, vocals
– Tim Blake / synths, vocals
– Steve Hillage / guitar, vocals
– Pierre Moerlen / drums, percussion
– Mike Howlett / bass

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