Le Tracce Fantasma

 

 

Questa nuova sezione del blog, “Estemporanea”, che inauguro con questo articolo conterrà banalmente pensieri, opinioni e deliri personali, più o meno  sempre relativi al mondo della musica, più o meno sempre dal mio punto di vista (quindi basso), spesso di parte (ebbene sì, mi han detto anche questo, ma non mi han detto di che parte!!), moderatamente egocentrico (dopo aver chiesto anche a mia nonna di collaborare a qualcosa di ‘nostro’, al di fuori quindi dei rispettabili posti dove già scrivo, ho deciso di cantarmela e suonarmela da solo e ne sono anche contento a meno che non abbiate idee migliori (non dovrebbe essere difficile in effetti) da propormi (mi vendo per davvero poco).

N.B. è la mia deformazione professionale da sviluppatore informatico a permettermi un uso così disinvolto delle parentesi tonde come nei linguaggi di programmazione old-skool (il cobol ed il rap non sono mai stati  così vicini).

Prima che mi perda definitivamente vorrei concentrarmi su quello che vorrei scrivere. Il temino di oggi è uno di quelli che mi sta a cuore da anni e che non so se qualche neuropsichiatra della musica abbia almeno pensato di sviluppare: le tracce fantasma.

Le tracce fantasma già esistevano ai tempi del vinile o è una stregoneria introdotta con l’uso del cd? La  domanda è degna della Vulvia di guzzantiana memoria, me ne rendo conto.

Immagino che tecnicamente la cosa sia perfettamente riproducibile anche con il vinile (che ridete?.. sapete  bene che tecnicamente ci capisco una sega io..), tanti giri di silenzio e di nuovo poi la musica…però non ne ricordo di vinili così io. Non che ne abbia sentiti tanti di vinili a dire il vero…di miei ne avrò si e no una cinquantina .. ma di tracce fantasma non ne ho mai sentite (è un bell’ossimoro non voluto).

E  tra l’altro ho anche il piatto dell’hi-fi rotto e quindi non posso sperimentarlo con altri dischi, ma facciamo che io istintivamente abbia ragione e cioè che prima dell’avvento del cd non esistesse il concetto di traccia fantasma su supporto: la domanda che resta è: ‘perché con il cd si è deciso di inventare ‘sta stronzata?’

Per rispondersi bisogna analizzare la valenza simbolica di una traccia fantasma.

Una traccia fantasma può rappresentare generalmente:

–          1) un brano compiuto, quando ci va bene;

–          2) un ‘fuori  scena’ fatto di battute, risolini e teatrini vari comprensibili solo da chi è presente al momento di questa insensata sorta di post-making of (musicisti, tecnici…) anche se la sensazione, molto spesso, è che anche loro non ci stiano capendo molto;

–          3) un brano ‘estraneo’ al corpus del cd perché si è deciso che esso sia ‘immeritevole’ di far parte della tracklist ufficiale del cd;

–          4) un brano ‘estraneo’ al corpus del cd perché si è deciso che esso sia concettualmente distante dalla tracklist ufficiale del cd, benché formalmente compiuto;

Abbiamo visto quindi che esistono i più svariati motivi per cui artisti e labels legittimano la presenza di una ghost-track sui propri cd, spesso queste ragioni si sovrappongono tra di loro per confondere le acque a noi ignari ascoltatori ma anche perchè spesso neanche loro sanno cosa fare di tutto quel materiale che defecano ininterrottamente. In ogni caso, delle qualità accomunano tutte le possibili e  svariate ragioni: la loro nefandezza, la loro incoerenza e – sostanzialmente – la loro inutilità.

Non ci vuole poi un genio a capire che se si tratta di una traccia compiuta cioè che si reputa ben fatta e concettualmente in linea con il resto dell’album la si può serenamente includere alla tracklist ufficiale. Perché anteporle un innaturale silenzio di venti secondi o venti minuti? Proveranno a darvi delle spiegazioni ma esse appariranno così inconsistenti e ridicole…

Ma se si tratta di una traccia per qualche ragione non  idonea alla tracklist ufficiale, per quale assurda perversione includercela e – ancor più perversamente – dopo una pausa indefinita?

Se la traccia non è idonea perché è una immane cagata, è proprio necessario pubblicarla? Perché non tenersela per sé stessi? Mica io metto online dei video quando accorcio i peli del naso!

Se la traccia non è idonea perché è concettualmente distante dal resto della tracklist (sai, quel vecchio pezzo chiuso nel cassetto da 40 anni..) non bisognerebbe forse chiedersi perché quel pezzo lì dentro c’è rimasto per quei 40 anni? Pensaci bene, un motivo ce lo troverai..e potrebbe essere ancora valido.

Infine c’è la giustificazione della ‘sperimentazione’, la peggiore forse. Dopo 14 brani di godibile jazz- folk-bluegrass-metal la band ha deciso che deve dimostrarci che sa anche sperimentare dandocene prova con una mazurka post-industrial su basi etno-acustiche. Bene, ma non si poteva mettere normalmente, sequenzialmente, in coda al cd? Non lo capivamo che era una traccia sperimentale o un divertissement? Potevano scriverci due istruzioni sul booklet interno o farci un disegnino sulla back-cover se temevano un misunderstanding.

Ed ora le mie motivazioni personali a questo inutile (come le ghost tracks) articolo. Son presto dette:  provo insofferenza ed intolleranza quando la musica finisce ed il disco (cd o file che sia) continua a girare. Quel silenzio mi provoca un’angoscia indicibile. Non so quanto durerà, non so cosa ci sarà dopo e soprattutto non so perché devo vivere tutto questo. Cosa faccio nel frattempo? Aspetto? E se dopo non ci fosse nulla per un insondabile scherzo del destino, sai, tipo un ruttino piccolo piccolo ed intanto potevo mettere su quel disco che volevo ascoltare da tempo? Mi sento preso per il culo. Basterebbe premere stop, ma sarebbe troppo facile e poi bisogna essere davvero insensibili e superficiali per decidere di ignorare/saltare quello che verrà dopo, che quasi sicuramente sarà qualcosa di inverecondo ma nella mente fiduciosa, speranzosa e  musicofila potrebbe avere anche la valenza dell’Aleko di Rachmaninov.

Si potrebbe skippare velocemente fino al punto in cui il suono comincia a ripresentarsi, ma anche qui ci sono vari problemi. Il primo è che se il silenzio non dura 20 secondi ma 20 minuti, rischiate che il vostro dito( e la mano ed il braccio – se il lettore è in posizione scomoda rispetto al vostro corpo) vada in collasso circolatorio e poi tanto…non riuscirete mai a beccare l’inizio della musica al primo colpo. Vi  avvicinerete per eccesso o per difetto cominciando il classico avanti/indietro di vocine aliene e suoni randomici ad alta velocità prima di decidere di rilasciare il dito, aspettare ormai solo pochi secondi e gustarvi finalmente quella tanto attesa puttanata galattica.

Ma poi che differenza c’è tra un silenzio di venti secondi o uno di venti minuti? Certo, posso immaginarlo anche io da un punto di vista simbolico..ma se anche simbolicamente vuoi lasciare un bello spazio vuoto, due minuti non son più che sufficienti? E invece no…spesso si indulge in quella ventina di minuti deleteri per la salute sia che vi troviate a riposarvi sul divano di casa vostra, sia che siate sul G.R.A. a 180 kmh. Nel primo caso, dopo venti minuti di silenzio seguenti ai quaranta passati ad ascoltare musica, magari ad alto volume come il rock vuole, ci si può anche addormentare. Ecco che ti entra inaspettata la musica ad alto volume quando era ‘naturalmente’ già finita! Perché svegliarsi sudati con la tachicardia e rischiare un infarto? O peggio, perché doversi sorbire la vostra ragazza dall’altra stanza che vi urla di abbassare il volume quell’unica volta che non è stato per colpa vostra?

Se poi state in macchina e dovete pigiare l’indice sull’avanzamento veloce per skippare il silenzio ed esso non finisce mai, iniziate ad agitarvi ed oltre ad avere le orecchie impegnate, cominciate ad impegnare anche gli occhi sul display (abbagliante nella notte buia) pregando che il numeretto della traccia cambi in fretta.

Stavo ascoltando un bel disco dei The Middle East dell’anno scorso, formazione indie-folk  australiana passata purtroppo inosservata come tante e ad un certo punto il silenzio. Ora voi come ve lo immaginate il silenzio su un disco? Io l’ho sempre immaginato come l’inizio dell’ultima traccia (quella fantasma) in uno schema del tipo ‘penultimo brano/silenzio+ghost-track’. Invece no..lo schema, almeno in questo caso era ‘penultimo brano+silenzio/ghost-track. D’accordo che non cambia nulla nel risultato finale, ma ci pensate se fossi stato io in auto sul G.R.A. a 180 kmh? col dito premuto a skippare in avanti veloce e poi avere anche gli occhi sul display per capire dove finisce la traccia 14 e dove inizia la 15? Roba che il Ministero dei Trasporti dovrebbe proibire, diminuirebbero gli incidenti sulla strada.

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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Pandalillo ha detto:

    Non mi sovvengono esempi in vinile…..può darsi che in questo momento mi sfuggano……ma ricordo ad esempio l’espediente del Loop di Metal Machine Music….per cui il disco non smetteva mai di suonare……credo quindi che si possa fare

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  2. giuliozine ha detto:

    Ma sì, sicuramente si può fare tecnicamente..il punto resta sempre il senso. L’esempio che hai portato di Lou Reed è perfetto, è chiaro che dietro c’è un’operazione concettuale (e quella di far girare il disco all’infinito .. è meravigliosa) ed esempi così ce ne sono a bizzeffe nella musica, sia da quella definita alta (vedi John Cage) sia da quella popular (i flamin lips con le loro canzoni che durano 24 ore..)..ma nella traccia fantasma non c’è un cazzo di niente…dal mio modesto punto di vista.

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    1. Pandalillo ha detto:

      Probabilmente si, nelle tracce fantasma non c’è assolutamente nessun senso artistico/concettuale……posso solo ipotizzare che in origine (nell’era pre download, quando ancora non si regalavano bonustracks da scaricare in mp3, utilizzando un codice apposito contenuto nel package del disco) nasceva come tributo ai veri fans…..a quelli che ascoltavano il disco fino all’ultimo secondo e oltre fino alla traccia fantasma. Ed in effetti pur essendo un estimatore dei Nirvana, non mi ritengo un fan accanito e infatti non ricordo da quanto tempo non ascolto la traccia fantasma di Nevermind. Detto questo è chiaro che se la traccia piace, l’espediente è presto valicabile…..grazie al Fast Forward del lettore cd 😉

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