Stewart Copeland & Stan Ridgway (video)

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Siamo nel 1983 ed uno dei film più belli di quell’anno è Rusty Il Selvaggio (titolo originale Rumble Fish).

Il regista è Francis Ford Coppola ed il connubio con la scrittrice di romanzi Susan E. Hinton sembra funzionare dopo il già realizzato I Ragazzi Della 56esima Strada.

La fucina di attori che prenderà parte al lungometraggio (come anche per il precedente che presenta alcuni nomi in comune) sarà tra quelle più significative per il cinema americano del ventennio successivo; tra gli altri: Matt Dillon, Mickey Rourke, Dennis Hopper, Nicholas Cage, Chris Penn, Lawrence Fishburne e perfino Tom Waits.

Nella piena tradizione del ‘ribellismo’ americano che dai fifties immortala icone su icone in pelle nera e motociclette, questi due films restituiscono già tutto l’ angst giovanile che sarà poi sviluppato in diverse declinazioni dalle generazioni successive.

La colonna sonora, pensata inizialmente dallo stesso  Coppola in una chiave ritmico percussiva necessita però di musicisti degni della stessa levatura del cast. Visto il periodo in cui siamo, chi meglio di Stewart Copeland dei Police considerato in quell’epoca il miglior batterista del mondo?  Il brano in cui tutto ciò viene ‘immortalato’ è Don’t Box Me In che vede alla voce Stan Ridgway dei Wall Of Voodoo, altro baluardo di una cultura pop da (finto) b-movie.

Reso nello stesso bianco e nero della pellicola il video intreccia scene dei musicisti con altre del film creando un continuum perfetto. Il brano è nello stile ‘reggatta’ dei Police, ma la voce amara di Ridgway e la sua armonica generano una traccia ipnotica ed ossessiva tipica della band di provenienza del suddetto singer. Le nuvole basse, il tempo che incalza, tutti che fumano (in barba alle prescrizioni sulla salute a venire)… un vero spaccato dei migliori anni ’80, dedicato a tutti quei revisionisti che continuano ad asserire che fu un decennio musicalmente deleterio, dimenticando queste piccole perle che lo resero un po’ più grande ed un po’ più poetico di quanto si ricordi.

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