Hardcore Summer Night 2002

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Come primo articolo della nuova sezione What Happened Yesterday ecco un  vecchio live report di una serata romana del 25 luglio 2002 mai pubblicato precedentemente.

Da notare come ancora era possibile assistere a minifestival – chiamiamoli così – di musica estrema di vari sottogeneri (oggi c’è più specializzazione … o monomanìa), anche se già cominciavo a criticare certi atteggiamenti che soltanto un decennio prima non sarebbero stati pensabili. Da notare anche la lamentela per il costo della birra: tre euro!! Avercene oggi, vero?

Ecco lo scopo di questa rubrica: capire un ‘come eravamo’ più che perpetuare un ‘amarcord’!  

Le immagini nell’articolo, benché relative ai gruppi citati, non fanno riferimento alla serata in oggetto per una ragione molto semplice: al tempo, recarsi ad un concerto e stare immobili a scattare foto era l’ultimo dei nostri pensieri, figurarsi in contesti quali questo in cui volevamo solo pogare.

 Hardcore Summer Night – Roma, Ex Mattatoio – 25 luglio 2002

Di summer nights così non è che ce ne siano tantissime in giro. Una quindicina  di anni fa era consueto ritrovare hardcore, metal estremo e punk in rassegne organizzate con lo spirito dei primi centri sociali, ben  diverso da quello di istituzionalizzate associazioni culturali la cui realtà autogestita è sempre più vicina a quella del locale da tre euro a birra.

L’esigenza di monetizzare al fine di sostentarsi non giustifica la rigidità nei rapporti umani di certi personaggi che si muovono all’interno di queste strutture. Tornando alla questione meramente musicale, ricordo una bellissima stagione in cui Napoli era tra le protagoniste di quell’apparente ‘nuovo ’77’ con concerti al Tien A’ Ment o a S.Martino. I nomi che giravano era Randall Flag e Contropotere, Original Gravity, Randagi e Kronstadt. Anche adesso si alternano sul palco vari gruppi, ma l’impressione che i seguaci di una parrocchia non apprezzino troppo i suoni delle altre è forte, e al di là dei gusti, in certe piccole scene, sebbene storiche,  integralismi e chiusure mentali son sempre esistiti. Come prima del crossover, ci son ancora quelli che si credono più puri e duri degli altri.

Duap

La sostanza della  serata: cinque gruppi dei quali due tedeschi, Traitor Like Judas e Muad ‘Dib, e tre romani, DYS, Duap e Malkavian. Aprono i DYS (Destroy Your System): 4 punks che sorridono, scherzano e fanno le finte ma sono incredibilmente veri e genuini. Punk ‘77, qualche eco di Bloody Riot, cover finale dei 4 Skins e Varukers nel cuore. A loro il premio simpatia.

Duap: OI fin nelle viscere, i tatuatissimi romani propongono un set intenso e  passionale, con tanti cori come la strada ha insegnato. Musicalmente i migliori del lotto.

muaddib

Con i due combi tedeschi Traitor Like Judas e Muad ‘Dib  si esce dall’ area strettamente  punk e hardcore per avvicinarsi ad un powermoshingmetalcore spezzacollo che genera un atletico pogo tra muri e pavimento. (Non erano freddi e inespressivi i nordici rispetto agli italiani?) Gli allori per comunicatività e grado di coinvolgimento ai crucchi.

Finale stracittadino con i vampireschi  Malkavian,  grindcore brutalissimo sulla scia di prime movers come Carcass e Sore Throat  ma disturbato anche da sanguinari cannibali contemporanei. Brani di pochi secondi,  doppia voce, velocità impensabile e tanti loro amici in sala pronti a coccolarli.

Un ’altra faccia dell’estate romana.

malkavian

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Pandalillo ha detto:

    Interessante questa sezione…..passaggi come, “Una quindicina di anni fa era consueto ritrovare hardcore, metal estremo e punk in rassegne organizzate con lo spirito dei primi centri sociali, ben diverso da quello di istituzionalizzate associazioni culturali la cui realtà autogestita è sempre più vicina a quella del locale da tre euro a birra….”, sono utilissimo per comprendere dov’è che ci siamo persi il filo…….perchè sono almeno 15 anni (questo è il mio ricordo, ma qualcuno più grande di me potrebbe dire 20 o 25) che, affermazioni come questa emergono almeno una volta, nel corso di una discussione sul rock et alii.

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  2. giuliozine ha detto:

    E’ vero quanto dici. All’epoca di questo live (alla fine solo 11 anni fa) quello spirito da primi centri sociali cui si allude nell’articolo si era già esaurito da un bel pò. Ciò nonostante, notare come il tentativo di mettere ancora insieme certe realtà autogestite era ancora forte. Però non mi spingo oltre la mia impressione di spettatore/ascoltatore poichè personalmente non avendo mai avuto ruoli attivi all’interno di alcun collettivo non vorrei screditare realtà o scene che non ho avuto modo di conoscere in modo diretto.

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