!!!

Sketch 4

!!! – Thr!!!er (Warp)

Ricorderete tutti la sbornia anni duemila dovuta a quella particolare declinazione revivalistica della new-wave denominata in modo infame quanto efficace ‘punk-funk’.

Non so se voi vi siete divertiti ma per me fu un periodo musicalmente difficile; forse ero troppo in fissa con altri generi decisamente più intimisti ma facevo una fatica boia ad assimilare certe sonorità. A complicare ulteriormente le cose si mettevano anche i colleghi colti che citavano nomi storici che io ho sempre associato a contesti ideologici ben lontani da quanto mi trasmettevano questi beat.

I nomi erano quelli che conoscete bene anche voi: Gang Of Four e P.I.L., Talking Heads e Pop Group, insomma, grandi rivoluzionari concettuali e post-punk che spostarono la guerriglia psicologica contro la società dell’ovvio dalle barricate dell’underground ai dancefloors del Regno Unito e di New York.

Nobile operazione quella lì, segno dei tempi e dell’integrazione culturale molto prima di Cécile Kyenge.

E’ anche normale quindi che quando venti anni dopo son saltati fuori e quasi tutti insieme i Killers e The Faint, Franz Ferdinand e Bloc Party il sottoscritto abbia avuto una sorta di rifiuto. Perché chiamare le cose con nomi diversi? Ho sempre sostenuto che la dance in tempi di effimero rock ha spesso staccato – e di punti – l’effimero rock, ma perché vergognarsi allora di chiamarla ‘dance’? Che bisogno c’era di scomodare cotanta nobiltà ottantiana per due synth ed un basso? Ovvio che la generazione successiva di Hot Chip, LCD Soundsystem e tutta la DFA messa in colonna mi fosse molto – ma molto – più simpatica (e faceva innegabilmente strippare anche di più).

E finalmente vi siete guadagnati l’attualità di cui qui si vuole parlare. Ultima breve digressione ma parallela e speculare: l’avete sentito l’ultimo Bloc Party dell’anno scorso? No? Ve lo dico io: è un disco che non ha nulla a che vedere con quanto ci si poteva aspettare: è un disco rock! Ben fatto, ben prodotto, ben suonato (a qualcuno farà cagare quindi..), tipico prodotto mainstream degli anni duemila che non delude chi ascolta generalmente rock mainstream anni duemila (un nome su tutti, i Muse, ma non ho detto che sembrano i Muse) e che sfodera addirittura riff stoner-blues! E tutta quella menata sulla new-wave e sul punk-funk? Allora avevo ragione io tredici anni fa?

ChkChkChk

Ora che anche l’ultimo baluardo è caduto, parliamo dei modi e modi di cadere. Parliamo (finalmente) dei !!! (Chk Chk Chk ) e del loro ultimo Thr!!!er e di come la metamorfosi dance si sia felicemente compiuta. In realtà non si tratta di nessuna caduta nel loro caso poiché se evoluzione ci doveva essere questa era l’unica  possibile per loro. ‘Mai vergognarsi di quello che si è’ si rivela sempre la formula vincente( oltre che una gran perla di saggezza). Immagino Michael Jackson vivo che irrompe sul palco con la mano sulle pudenda costrette da pantaloni oro attillati mentre la band suda su One Girl/One Boy. Funk senza Punk, con i synth ed i cori femminili e tutto l’arredo dance che ci deve stare. Mondi che si sfiorano senza ipocrisie e dietrologie indie. Fine Fine Fine risente della lezione dei Franz Ferdinand e degli Hot Chip senza essere per forza gay-oriented (no vabbè un pochino lo è nei cori, ma non esiste un pezzo dance che funzioni senza esserlo almeno un pò) e poi il finale è addirittura in sax melancholya mood. E Slyd la potete mixare addirittura con una Indeep giusto un pelo più terzomondista per la pacificazione definitiva di tutti gli ottanta possibili ed immaginabili. Mark Stewart potrà strillare o unirsi, faccia lui.

E bravi i !!! per averci risolto il dilemma di come riempire le playlist indieclubbing di quest’estate (qualunque traccia utilizzeremo da quest’album farà un figurone) ma soprattutto per aver definitivamente cancellato (o almeno spero) quell’irrisolto, quel contraddittorio musicale di inizio millennio: era solo dance music!!!

(questa l’ho scritta per FreakOut Magazine)

Annunci

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. GG ha detto:

    Ottimo.
    Mamma mia, molto molto difficile dover commentare cotanta braciolata.
    Provo a farlo.
    Innanzitutto ‘Chk Chk Chk’ ci piacciono.
    In risposta alla tua domanda:
    Si i primi anni del 2000 io mi sono divertito.
    Mi divertiva e mi piaceva il fatto che potevo ascoltare della buona musica
    anche in discoteca, cosa impensabile fino a qualche anno prima, a meno che non si
    torna indietro di altri 20 anni.
    Anche la musica dance, cosi come il rock, negli anni ha subito delle metamorfosi.
    Ne esistono di vario genere.
    Non credo che ci si vergogni a chiamarla dance, credo che sia difficile collocare
    determinate sonorità con essa.
    Per quanto mi riguarda ho potuto apprezzare un genere che in quegli anni
    veniva definito progressive house.
    Io i primi anni 2000 ascoltavo il dj Andrea Torre che mi ha fatto apprezzare una dance diversa come l’UNDREGROUND DANCE’.
    Poi c’erano i Prodigy che spopolavano nei locali che evitavo.
    Per terminare “Franz Ferdinand”. Non avevo mai considerato quanto da te descritto, ma io li ho sempre trovati ROCK e poi.. quanto mi piacciono.

    Ciao GG

    Mi piace

  2. giuliozine ha detto:

    D’accordo in generale sul discorso della dance, così come i Franz Ferdinand sarebbero ascrivibili ad un universo rock. Il fatto è che nel rock ci stanno anche i Melvins e gli Sleep e l’aneddoto vuole che quando sti gruppi qui a Barcellona han dato buca, non avendo altra scelta siamo andati a ‘ballare’ sotto al palco dei FF. Ci siam anche divertiti si, ma vivendola come situazione ‘dance’, non certo come concerto rock. Ma poi chi se ne frega se è dance o rock? L’articolo sui !!! tende proprio ad evidenziare questo ed ero sicuro che potesse piacerti 🙂

    Mi piace

  3. gianni ha detto:

    e vi consiglio di vederli dal vivo sono spettacolari solo il Prince dei venerati ’80 era riuscito a farmi ballare così in un concerto…… il frontman è assolutamente trascinante….. se su disco forse i da te citati Lcd, Rapture e Hot Chip sono a loro superiori dal vivo vincono loro…… condivido infine l’insofferenza verso Bloc Party e i gruppuscoli rock-popo-dance degli anni zero ma il tuo discorso sulla commistione dance rock (che nei primi anni novanta si chiamava crossover..) non può essere completo senza citare “Screamadelica” dei Primal Scream da cui tutto nacque…… (o meglio rinacque visto che i Talking avevano già detto la loro..).
    e che i Melvins ti abbiano dato buca non può farti che bene……..le tue orecchie forse non meritavano una nuova sventagliata di chitarre de sti vecchi tossici sopravissuti malvestiti…..the grunge is over ! anzi !!!

    Mi piace

  4. giuliozine ha detto:

    Oooh… grande ritorno su queste pagine di quel buongustaio musicale del sor Gianni.
    Che piacere. Credevo che dopo la diffida di Sanremo mi avresti scomunicato a vita, invece eccoti qui e ben motivato con !!!
    Hai pienamente ragione con Primal Scream, solo che li associo ancora ad un’altra era geologica, appunto quella del crossover e di tutta la scena Madchester, la stagione in cui l’acid house ed il rock si incontravano ed i nomi di rilievo erano anche Stone Roses, Happy Mondays e Death In Vegas. A Parte i Primal e i Vegas (incredibili questi ultimi a Barcellona l’anno scorso), gli altri di ‘sta scena inglese impasticcata li ho sempre mal digeriti.
    Mi astengo invece dal replicare il tuo commento musicale sui Melvins mentre sul malvestito la teoria che solo lo sludge può rivendicare con orgoglio bermuda cappellino e mocassini deve essere ancora ben analizzata.
    Ciao Gianni 🙂

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...