Antony & Battiato (live)

antony&battiato

ANTONY & BATTIATO
Arena di Verona, 02 settembre 2013

Cut The World ed Apriti Sesamo, due imperativi, due modi di trasformare la realtà o almeno ambire a farlo. Del resto Franco Battiato lo fa praticamente da sempre nel suo essere ferocemente critico nei confronti di una società-sistema inetta e stupidamente autolesionista e la levità del suo essere pop, quando lo è, sembra perfino accentuarlo.

Non bisogna confondere però l’altra grande qualità del maestro, l’essere cioè ‘popular’. Quando Battiato sul finire del concerto fa alzare in piedi, battere le mani, ballare ed applaudire il pubblico corso stasera all’Arena di Verona, non lo sta prendendo in giro né sta assolvendo al compitino del bravo autore pop; egli officia piuttosto un grande rito collettivo, colmo di un forte ‘sentimento popolare’ (per citarlo) che vorrebbe – se non smuovere – almeno sfiorare le coscienze. Lo fa con i suoi cavalli di battaglia di sempre, Centro Di Gravità Permanente e Cuccuruccucù, L’Era Del Cinghiale Bianco e la sempre attuale Up Patriots To Arms, lo fa con il suo repertorio più spirituale quale La Cura (dedicata alla cugina Titty che per l’occasione è venuta dagli Stati Uniti, dice) e E Ti Vengo A Cercare, lo fa nel ricordo di autori in un certo senso ‘off’ come Claudio Rocchi (scomparso tre mesi fa) proponendo la sua La Realtà Non Esiste o ancora con le struggenti riflessioni di Prospettiva Nevski e Il Re Del Mondo.

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Ma la grande umanità (nel senso meno retorico possibile) di Battiato si palesa nei suoi duetti, nelle sue collaborazioni e nelle sue riletture che sono in maniera evidente la chiave di volta della serata. Non parlo soltanto di questo progetto tutto condiviso con Antony Hegarty ma anche della presenza elegantissima, raffinata e quanto mai di sostanza della mai troppo osannata Alice che con i Treni Di Tozeur ma soprattutto Il Vento Caldo Dell’Estate ci regala uno dei momenti più esaltanti della serata per l’intensità dell’interpretazione.

Le danze le ha invece inaugurate un Antony orfano dei Johnsons ma accolto dalla Filarmonica Arturo Toscanini, una delle eccellenze italiane composta da ben 45 elementi . A guardare il percorso di Antony sembra prodigioso dove oggi egli sia arrivato: suonare con un ‘grande’ della musica popolare contemporanea nel tempio della musica colta con un’orchestra di importante levatura non è la prassi per chi nasce da contesti ‘alternative’ ed indipendenti ma la sua voce è oggi forse la più autorevole a testimoniare e suggerirci come queste vecchie concezioni di ‘alto’ e ‘basso’ debbano essere definitivamente superate. E non solo queste, a sentire le teorie di Antony Hegarty che introduce con questo suo ultimo album nel concetto di Future Feminism che altro non è che una visione quasi pagana dell’universo e che vede – o vorrebbe vedere – la donna al centro di esso, sostendendo che perfino ciò che noi riteniamo divinità quali la terra o la natura, Buddha o Allah, sono entità femminili. E Gesù, ovviamente, era una ragazza (al di là di eventuali affermazioni atte a provocare un certo doroteismo diffuso, c’è in Antony una sorta di saggezza; se si pensa che la maggior parte delle guerre sembra decisa da uomini, se davvero ci fossero le donne a comandare forse sarebbe meglio, sembra voler dire).
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Ritornando alla musica, le canzoni di Antony sono state come sempre magia pura, da Cripple And The Starfish a For Today I Am Boy (incredibile la quantità di varianti cui Antony sottopone questo brano), da Epilepsy Is Dancing ad una commossa Another World, dalla recente Cut The World a I Fell In Love With A Dead Boy (del 2001), da The Crying Light al duetto Del Suo Veloce Volo con Franco Battiato.

Tecnicamente e stilisticamente forse il connubio Antony e Battiato può risultare un po’ forzato, ma è evidente che in una serata così, a suo modo perfetta, le affinità elettive per chi riesce a coglierle son da cercare altrove.

live report scritto qui per Livepoint

https://www.youtube.com/watch?v=2R74cGq909c

 

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. Enri1968 ha detto:

    C’ero anche io, emozionante serata.

    Mi piace

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