Midlake: bel disco, anche senza Tim Smith

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Midlake – Antiphon (Bella Union)

A guardarla, la storia dei Midlake è abbastanza strana quanto esplicativa di certi passaggi in ombra della musica indipendente americana dei duemila.

Coinvolti nel caos sperimentale dello psych-pop di inizio millennio, presto i Midlake saranno tra i restauratori di quel folk rock americano che caratterizzerà poi il resto del decennio.

Quanto poi ai Midlake interessi davvero ‘restaurare’ non sarà mai facilmente comprensibile – almeno al sottoscritto – poiché in realtà spesso li si vede indugiare in cose che vanno ben oltre la tradizione.
Forse è perché essi non la conoscono e non l’hanno mai realmente coltivata, forse è colpa di quel timbro incolpevolmente simile a quello di Thom Yorke che impedisce di avvicinarsi troppo a Neil Young. Nessun problema a quanto pare, anzi. Le derive folk in cui i Midlake si perdono portano la band (o Tim Smith dovremmo dire?) ben oltre i limiti convenzionali cui altre formazioni loro coeve si impongono. Loro, texani, arrivano a rappresentarsi quasi oscuri, così europei. La collaborazione con John Grant ha più di un perché.

In questo modo si arriva al fatidico 2012, troppo saturi, forse esauriti; Tim Smith molla lì i compagni e scende dalla barca.

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Dopo circa un anno esce questo Antiphon e molti immaginano che al primo disco di una band senza il loro mentore, manchi qualcosa.
Ed a parte l’ovvietà – certo che manca Tim Smith!! – Antiphon è un gran disco che tira fuori velleità forse prima sopite dalla presenza ingombrante di Smith.

Il modo in cui Eric Pulido prende in mano la formazione è magistrale, il suono è compatto e mai sfilacciato, le direzioni da intraprendere chiare e concise.

Antiphon, Provider, The Old And The Young e It’s Going Down, prime quattro tracce dell’album, ma anche This Weight, sono grandissimi esempi di riletture di folk-rock anni settanta sotto la malinconica luce ‘indie’ dei duemila. Da accostare a Wilco e My Mornig Jacket, per capirsi.
Un’altra anima del disco – e questo fa anche ritornare un po’ i conti con tutto il passato fatto di tre albums precedenti dei Midlake – è quella folk-prog di brani quali Vale, Aurora Gone o Corruption. I Midlake allora non solo non sono cambiati, ma addirittura sembra si siano ritrovati. Meno di un anno per l’elaborazione di un lutto e – almeno in potenza – una nuova grande ripartenza. Antiphon è un ottimo ascolto mentre cerchiamo di capire cosa succederà sotto i cieli del Texas.

Scritta per Freak Out Magazine

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