Earth: …e gli angeli volarono via

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Earth – Primitive and Deadly (Southern Lord)

Ancora ipnotizzati dagli angeli zen degli ultimi atti, con Primitive and Deadly gli Earth piegano anche il rock al loro verbo.

Nel corso di un’intera carriera Dylan Carlson è riuscito a trascendere i luoghi comuni dei generi musicali arrivando ad una sorta di minimalismo anche quando la fisicità dei suoni ne rappresentava il suo opposto.

Reiterazione e magnetismo le parole chiave, formula osata da molti e spesso con noiosi esiti.

Torn By The Fox Of The Crescent Moon a ben guardare potrebbe essere il solito lento vortice superdoom drammaticamente neurosisiano e perfino di fronte a cotanta forza di gravità gli Earth riescono ad essere ieratici e a costringere l’epica metal in una zona di sospensione.

Quanto poi siano sempre stati parchi nell’utilizzo delle voci nella loro storia, lo si sa.

Ora addirittura due. La prima è quella di Mark Lanegan e sebbene la sua onnipresenza cominci a diventar fastidiosa, grazie agli Earth il dark cowboy che declama in There Is A Serpent Coming si eleva a profeta che dà voce a visioni mistiche in un paesaggio oscuro e desertico, del colore del cinabro.

L’altra voce è quella di Rabia Shaheen Qazi dei Rose Windows, formazione acid-folk di Seattle, che officia in From The Zodiacal Light, brano che lascia comprendere, ancor meglio rispetto all’opener, come anche nel più convenzionale heavy-psych il marchio Earth lasci più di un distinguibile segno.Earth's Dylan Carlson

Even Hell Has Its Heroes cupa e dal passo funereo è la Calvary del nostro tempo. Quasi dieci minuti in cui un Carlson mai così classico paga pegno ai padri della psichedelia elettrica, da consapevole discendente in quel ruolo.

Rooks Across The Gate è l’ultima traccia che non cambia nulla nella pasta sonora del disco e aggiungendo solo qualche bagliore, illuminando appena un po’ il sentiero, lascia scorgere nuovamente Lanegan, e se la sua voce fa ricordare gli Screaming Trees, immaginiamo pure questo brano come una loro traccia sotto eroina.Earth-Press-Pic-e1401359298628-662x463

Disco controverso per gente controversa questo degli Earth, ma in un certo senso coraggioso per la sua capacità di mostrarsi senza ambizioni, che lascia interdetti all’inizio fintanto che non ci si entra dentro e che va comunque assunto a piccole dosi, senza esagerare, per continuare ad apprezzarlo anche successivamente all’interno di una discografia nel quale si configura indubbiamente come l’anello debole.

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