Montage Of Heck: il documentario definitivo su Kurt Cobain?

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Montage Of Heck, il documentario definitivo su Kurt Cobain ha purtroppo confermato ciò che sospettavo.

Nulla da dire sul montaggio, sui tempi, gli inserti cartoon, le chicche dei filmati di Kurt bambino, le interviste difficili di chi è stato coinvolto più di ogni altro nella vicenda della sua vita, ovvero la sua famiglia, le intense riprese dei live ed il crudo realismo di certi passaggi che un documentario impone.
Certo, stiamo parlando di Kurt Cobain, dell’uomo Kurt Cobain, una persona fragile, instabile e sofferente fin dalla più tenera infanzia, momento in cui la gioia estrema cela – per poco – un’iperattività che si riterrà da curare con il Ritalin; un uomo così legato alla madre il cui divorzio sembra essere tra le principali cause del suo malessere adulto ma anche del suo modo di vivere la sua nuova famiglia, con Frances e Courtney (che qui sembra quella più ‘a posto’ della coppia).

La decisione di rendere pubblici i quadretti che si svolgono tra il bagno e la camera da letto, laddove l’amore manifesto e l’eroina sullo sfondo si contendono la scena non sono morbosi solo perché raccontati in chiave di cronaca, altrimenti sarebbero ad un passo dall’esserlo.
Ma ci sta, ci sta tutto.
Quello che non c’è è il musicista, l’autore, colui che scrive canzoni.

babykurtDov’è la penna – tra le più interessanti dell’America dei ’90 – che ha messo su una linea retta il pop e il rock per poi piazzarsi al centro e giocare allo stesso modo con i Beatles e con i Black Flag?
Perchè in Montage Of Heck non ci si sofferma mai su questo? Una scelta di Morgen? Non c’erano intervistati che volevano parlare del rapporto di Kurt con la musica? O c’erano e sono stati tagliati? Io non lo so, quello che però so è che forse l’ultima buona occasione per poter parlare di talento, del talento di Kurt Cobain come artista, non è stata sfruttata neanche stavolta.

Kurt Cobain oltre a essere padre, figlio, fidanzato e marito, depresso, aspirante – poi realizzato – suicida, guiness dei primati nell’assunzione di roipnol, malato di stomaco, bidello ed eroinomane, era voce e chitarra dei Nirvana ed era un grande artista: questo dovremmo ricordare di lui.

 

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