Paolo Spaccamonti: rumori ed umori dall’italico sottosuolo avant-rock

rumors - spaccamonti

Paolo Spaccamonti – Rumors (Santeria/Escape From Today)

Il terzo disco solista di Paolo Spaccamonti, chitarrista tra i più significativi nel panorama avant-rock nazionale di cui abbiamo già parlato sulle nostre pagine in occasione dello split con Stefano Pilia, è album di grande bellezza.
Le dodici tracce che compongono Rumors formano una preziosa collezione che per analogia può rievocare quella di un entomologo che decide di tirare fuori i suoi gioielli nascosti.

L’osservazione di ogni dettaglio, di colori e sfumature, analogie e similitudini rapportata al mondo degli insetti spingerebbe l’immaginazione in un microcosmo sconosciuto, in luoghi difficili da definire al di là dello spazio e del tempo e lascerebbe ampi margini di sospensioni e beatitudine da rapimento estatico.

La metafora serve anche a suggerire quella sensazione di straniante isolamento, quasi asettico, che deriva dalla mancanza di una vera narrazione che sarà quindi demandata solo al soggetto osservante (a tal proposito Paolo ci tiene a farci sapere che il disco scaturisce da sentimenti estremamente intimi quali assenza, dubbio e malattia).

Eppure l’orecchio attento coglierà in certe atmosfere solenni e tese l’indugiare in certe pieghe post-rock che per semplificazione diremmo mogwaiane ma la cui saturazione della chitarra di Paolo – come nell’opener che dà il titolo all’album – trasforma in psichedelia pura nell’accezione più dilatata del termine.

Non meno trascurabile è l’aspetto ritmico (Dead Set) che grazie a degli escamotage d’effetti conferisce dinamiche tutte nuove e interessanti a codici già conosciuti.
Altra nota di merito è relativa alla fusione – spesso inconciliabile – delle due facce opposte del post-rock: quella spigolosa alla Slint, Shipping News e June of ’44 con quella più morbida e tondeggiante dei Tortoise; questo avviene in Bonnie & Bonnie.spaccamonti
Le cose si complicano e diventano più tortuose in Croci/Fiamme. L’irrequietezza e l’ansia trovano finalmente un canale di fuga se possono manifestarsi liberamente in una chitarra imbizzarrita ed un drumming tribale.
Giorni Contati vede i suoni dei già citati Tortoise sperimentati su terreni cari ai Calexico, come dire flavour latino e rigore kraut al contempo, mentre Sweet En è la delicata parentesi acustica disturbata da un accordo che tende al drone più che al riff.
Lo stesso tipo di interferenza la si troverà anche nella successiva Navigare a Vista e troverà poi la sua massima espressione in Il Delinquente Va Decapitato in cui il suono si fa così grosso e nevrotico da non dispiacere ai fan degli Ufomammut.
Verso la fine, in Io Ti Aspetto, si ode il violino di Julia Kent (Antony & The Johnsons) e l’atto conclusivo, Fango, riprende i toni austeri e intimisti dell’inizio, fino allo sgretolamento finale.

Altri nomi che hanno contribuito all’eccellente risultato sono Bruno Dorella( oVo, Ronin) e Teho Tehardo, ad ulteriore garanzia che Rumors è nella top Italia di questa metà anno.


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