Matteo Mantovani: gestire il caos a colpi di blues

mantovani album

MATTEO MANTOVANI – PICCOLI MOMENTI DI CAOS (Bluefemme Stererorec)

Matteo Mantovani è un chitarrista e cantante bresciano che affonda le sue radici nel rock e nel blues ma da bravo musicista (e insegnante) quale è, il suo bouquet di suoni si arricchisce anche di country, di funk e di jazz.
Per entrare nella cifra stilistica di Piccoli Momenti di Caos, esordio discografico a suo nome dopo tante esperienze da turnista, potremmo partire dalla titletrack o da Quel Che Chiami Amore, tracce dalle atmosfere lente e dilatate, dai suoni tremolanti e riverberati in zona Ry Cooder, arricchite da testi (tutti in italiano) funzionali a una narrazione cinematografica.
FOTO1Ma è sempre il blues la trama intorno cui tutto ruota, anche quando i caldi fiati di Repliche Estive In Tivù, il passo felpato di Cinema o la cinemavoltiana Vetro suggeriscono momenti più jazzy, smooth funk o rythm and blues. Il disco è pubblicato da Bluefemme Stererorec e impreziosito dalle presenze di amici e musicisti come Marco Franzoni (chitarre, basso, tastiere e percussioni), Beppe Facchetti (batteria) già batterista di Omar Pedrini e Paola Turci, Andrea Ponzoni (piano elettrico), Ronnie Amighetti (basso), Giorgio Marcelli (basso) bassista di Robi Zonca, Carlo Poddighe (pedal steel) chitarrista di Omar Pedrini, Francesco Venturini (tromba), Osvaldo Tagliani (trombone), Filippo Pardini (sax), Daniele Richiedei e Marco Pennacchio (violino e violoncello) già nel quartetto d’archi impegnato con i Baustelle, Manuele Zamboni (cori), Max Tozzi (cori), Jade Canali (cori) e special guest Efrain Toro (congas) percussionista Portoricano che ha collaborato con Crosby Stills and Nash, George Benson, Chicago, Stan Getz.
Con tale partèrre artistico il risultato non poteva che essere superlativo.FOTO2
Al di là di quello che generalmente si pensa quando musicisti nostrani si cimentano con generi american-roots oriented, possiamo confermare che il sud degli states con con i suoi cieli bassi e le sue routes infinite e polverose, mai è stato così vicino all’entroterra bresciano dai meravigliosi paesaggi – come quelli adiacenti il lago di Garda ad esempio, che ci piace immaginare come le ideali location che hanno suggerito le immagini e fornito cotanta ispirazione.

Un album morbido, nel senso migliore del termine, molto equilibrato nei suoni; Matteo Mantovani evita passaggi guasconi che riserva nei suoi momenti live (chi lo conosce sa che è capace di intensità alla Cream) e ci regala sprazzi di quella provincia che piace a noi.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...