La Top 2015 di GiulioZine

il

gz2015

Top 10 generale

thewaterfall1. My Morning Jacket – The Waterfall

Arrivati al settimo album, coprodotto dallo stesso frontman Jim James, i My Morning Jacket sono  diventati quel che già il precedente Circuital lasciava presagire, ovvero una tra le più grandi band americane contemporanee. The Waterfall rasenta la perfezione dei più importanti album degli anni settanta perchè come in quelli è una visione artistica e concettuale unitaria a informare tutta l’opera; non singoli brani accodati uno dietro l’altro quindi, ma un affresco di ampio respiro, di grande forza e coesione. (continua..)

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2. Paul Weller – Saturns Pattern

Saturns Pattern di Paul Weller non è stato considerato una priorità di cui scrivere da parte di molti media di settore. Vista la mole di uscite importanti del 2015, non ce la sentiamo di schierarci contro chi ha deciso di non parlarne, ma un plauso convinto va a chi lo ha trattato senza retorica perché un Paul Weller in così splendida forma – uno tra i migliori della sua generazione – con un album così organico e qualitativamente ‘alto’ può essere solo osannato. (continua..)

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3. Algiers – Algiers

Se nuovi non sono i riferimenti musicali, facilmente intuibili in Algiers, rinnovato è lo spirito con cui il trio americano originario del sud degli States (Atlanta) ma operativo tra New York e Londra li gestisce.
Innanzitutto la musica afroamericana al di là della sua spettacolarizzazione, intesa come strumento di protesta, come verbo che incarna tutto il dolore eterno di una razza che parte dai campi di lavoro e arriva all’ultimo morto ammazzato di colore per mano di un poliziotto bianco. (continua..)

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4. Bob  Moses – All In All

Bob Moses, il duo composto da Jimmy Vallance Tom Howie operanti dall’asse Canada/New York, ha prodotto fino a oggi solo singoli ed e.p. che sono tutti raccolti nel disco di cui state leggendo, mentre il vero debut album, Days Gone By, è previsto per settembre 2015. Il materiale qui contenuto risulta però troppo interessante per non parlare adesso dell’elettronica di Bob Moses, a cominciare dalla traccia numero uno, Far From The Tree, straniante downtempo in cui sembra quasi che il duo voglia dare una sua personale visione easy di certe istanze ambient sperimentali che da Alvin Lucier ad Aphex Twin han sempre investito la musica elettronica. (continua..)

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5. Tame Impala – Currents

Per tutti coloro che han fatto proprio il facile assunto dalla prospettiva sbagliata che se i Tame Impala ci lasciano a secco di chitarre elettriche allora ciao ciao psichedelia, un buon modo per comprendere l’evoluzione della band australiana potrebbe essere quello di ascoltare la sua breve discografia proprio partendo da questo ultimo Currents  forse il cambiamento sembrerà meno radicale e più accettabile. (continua..)

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6. El Hijo De La Aurora – The Enigma Of Evil

Nonostante il chiarissimo assunto sabbathiano evidente in tracce quali Fohat, Kyrie Eléison e The Buddha From Mars, il terzo album dei peruviani El Hijo De La AuroraThe Enigma Of Evil, dall’appeal esotico (inevitabile per il mix ‘idioma e vocalità’ di Jorge Cortes) e dalle ambizioni esoteriche percorre sentieri non comunemente battuti dal classico doom metal. (continua..)

alabamashakes-soundcolor7. Alabama Shakes – Sound & Color

Soul, rock e blues con fortissime remininescenze di Rolling Stones e Janis Joplin. Finisce in top perchè nonostante le premesse non suona affatto revivalistico. Suonare alla Casa Bianca non impedisce di essere tremendamente ormonali e indossare t-shirt degli At-Drive In.

LOW_OnesSixes_cover8. Low – Ones And Sixes

I Low non parlano  di un mondo che funziona, semplicemente ti dicono che a volte è meglio aspettare, ascoltare, restare in silenzio e guardare quel puntino luminoso a mezz’aria prima che tutto si sgretoli. La difficoltà di raccontare i rapporti e le relazioni umane, per i coniugi Sparhawk/Parker è ormai un esercizio letterario svolto con la solita strumentazione rock ridotta all’osso e tappeti ritmici elettronici elementari: il minimalismo che sfida l’eterno, l’innocenza che ritorna come unica arma da contrapporre all’ineluttabile.(continua..)

as-if-chk-chk-chk-9. !!! – As If

E a questo punto parliamo di discomusic, Thr!!!er del 2013 ce lo aveva chiaramente anticipato: incolmabili ormai le distanze tra i Chk Chk Chk e qualsiasi forma di new wave of new wave. Come accennare ancora a p-funk o a indie dance laddove in un brano come Freedom!’15 la band sembra voler condurre gli Earth Wind & Fire in un futuro prossimo a venire? (continua..)

Ghostpoet-Shedding-Skin-2015-250x25010. Ghostpoet – Shedding Skin

La black music contemporanea ha deciso di voltarsi indietro, ma se il neo-soul poco ‘neo’ di Curtis Harding o la svolta funk di Snoop Dogg riaccasatosi con Pharrell Williams rappresentano degli esempi sotto gli occhi di tutti, più spiazzante è il caso Ghostpoet che mettendo in secondo piano l’elettronica e potenziando il fattore ‘groove’, dimostra che l’universo black ha radici comuni. (continua..)

Top 3 Italia

Bachi Da Pietra _ NECROIDE1. Bachi Da Pietra – Necroide

Hanno ragione i Bachi a dire che quando ascoltavamo i Venom era tutto più facile.
Gli intellettuali come Pasolini, i poeti e l’arte tutta hanno sempre avuto anche una funzione di preveggenza, i Bachi non han fatto altro che estendere il concetto al rock and roll, sempre più declinato in metal senza borchia e senza pelo. Guerra totale nel ventre d’Europa? Si, sta andando proprio così. (continua..)

rumors - spaccamonti2. Spaccamonti – Rumors

Il terzo disco solista di Paolo Spaccamonti, chitarrista tra i più significativi nel panorama avant-rock nazionale di cui abbiamo già parlato sulle nostre pagine in occasione dello split con Stefano Pilia, è album di grande bellezza. Le dodici tracce che compongono Rumors formano una preziosa collezione che per analogia può rievocare quella di un entomologo che decide di tirare fuori i suoi gioielli nascosti. (continua..).

pristine3. Pristine Moods – Pristine Moods

Corde magiche, la purezza dei suoni cristallini, l’ukulele e il banjo, il mandolino, naturalmente la chitarra e un magnetico theremin. Il sottobosco folk inglese dei seventies che incontra la lezione dei primitivisti americani per poi svincolarsi dai trend di ieri e di oggi. Ipotesi di movimenti acustici nuovi dal cuore antico. Quando il termine folk va oltre il senso comune. (continua..)

Qui puoi ascoltare la playlist basata sulla GiulioZine Top 2015

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