Deltabeat: contro l’angustia di certo math

deltabeatcover

Deltabeat – S/T (Autoprod.)

Eolo, Andea e Dario, due bassi e una batteria, sono i Deltabeat, trio il cui scopo è quello di irrorare di nuova linfa l’angusto universo math rock ormai inaridito e il post-rock strumentale più serioso.
Tra le armi di cui dispongono ci sono la metallica ironia dei Melvins, l’atteggiamento artistico dei Primus, una versione molto alternativa di Electric Funeral dei Sabbath, un inserto di sax, tanti sketch alt-funk e dei versi di Carmelo Bene.

deltabeatIl rigore zappiano richiesto al fine di divertirsi e non certo per masturbazioni intellettuali fini a sé stesse incontrerà i favori di tutti coloro che stanchi di decadi di geometrie ossessive non vogliono rinunciare ad una certa idea iconoclasta di rock.
Proggers del futuro saturi di moog e mellotron, jazzisti troppo anarchici per sottostare alle regole dell’accademia e amanti delle musica strumentale più affini a certe strane creature del nord ovest americano che non alla propria fidanzata siete avvisati, però i Deltabeat devono fare molta attenzione perché sebbene il loro intento sia chiaro e molto apprezzato, le sonorità che utilizzano hanno un range molto limitato e per appesantire ulteriormente quello scaffale lì con un ulteriore futuro cd non basterà solo un atto di fiducia.

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