Vale & The Varlet: così non fan tutte..

vale & the varlet cover

Vale & The Varlet – Believer (autoprod.)

Qualcuno una volta mi riferì della sensazione che provava a fronte di ogni nuova uscita discografica femminile in ambito indie: “con le dovute e conosciute eccezioni, troppo spesso si somigliano un pò tutte”. Istintivamente risposi che si sbagliava e che tale percezione era soltanto frutto della sua poca conoscenza nonché superficialità negli ascolti. Solo successivamente compresi cosa intendesse; egli non si riferiva a somiglianze timbriche o a limiti tecnici bensì all’adesione incondizionata a modelli estetici ampiamente diffusi; nell’ordine: la songwriter di stampo folk, voce e chitarra; la femme fatale da psicodrammi, voce e pianoforte; l’ eclettica (leggesi fricchettona) ossessionata da cantilene infantili e strumenti giocattolo. Le classiche soul singers, le suicide girls electroclash e le rockettare le dimenticò o più probabilmente le escluse dai suoi insindacabili giudizi ritenendole se non più originali almeno più vere.vale2
Io non cambiai la mia opinione, ma non potei negare che nella sua severa visione dell’universo musicale femminile c’era del vero.
Oggi con piacere invece gli proporrei l’ascolto di Believer, così potrei dimostrargli che anche all’interno delle sue categorizzazioni formali possono esserci dei livelli qualitativi differenti, ricchezza e varietà di atmosfere e di suoni, tanto colore e voglia di sperimentare e sorprendere con leggerezza, in una parola ‘divertire’ in un assetto – di contro – quasi ‘da camera’.
Dalla distesa levità elettronica della titletrack al riassunto bjorkiano di Technomg, dal minimalismo fun e bolero di I Forgot Belgium all’austerità di Oh Love Me, dalla Sunday Morning che non vi farà affatto pensare ai Velvet Underground quanto a Warren Ellis dei Dirty Three per quel violino riottoso, dal calore ispanico del tango-cabaret Alejandro fino a concedersi il più classico dei bluesacci in Only A Man.
E bella anche la cover, molto femminile nei suoi tratti colorati e vintage.
Poi collabora Francobeat, che per gli amanti della scena off nostrana è una garanzia.

Rockline consiglia

 

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