Jane’s Addiction live @Fabrique (Milano)

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Janes’Addiction live @Fabrique (MI)  15.06.16 

Ritual de lo Habitual 25th anniversary tour

Per un attimo ho pensato che sarei morto di caldo e che dopo essere bonariamente pestato a dovere da quelli fisicamente più esuberanti, avrei finito per rifugiarmi in un angolo penalizzando la visuale. Tutto questo perché non ero mai stato al Fabrique. La struttura nata nel 2014 nell’ex sede della Venus (tra le più importanti distribuzioni discografiche che abbiamo avuto in Italia) che offre uno dei più grandi spazi milanesi dedicati all’entertainement a 360 gradi.

Comodamente raggiungibile dalla tangenziale est e con ottime possibilità di parcheggio, la scura ed elegante nonché ottimamente aerata location di oltre 2000 mq, moderna e con un palco alto quasi un metro e mezzo rispetto al suolo, ribolle del fermento tipico di chi assisterà ad un grande evento. Il concerto dei Jane’s Addiction. Evento che ci ha visti infine ad una ventina di metri dal palco ed anche comodi per quanto possa esserlo un concerto rock che stima ben oltre il migliaio di presenti. Tutto questo è dovuto, oltre che alla capienza, anche alla particolarità della pavimentazione strutturata su tre livelli rialzati e con tre bar a disposizione, ottimamente organizzati, la fila per i drink stasera è solo un lontano ricordo.

Ci intratteniamo con vecchi conoscenti di ‘concerto’ che si incontrano sempre in queste occasioni e tra rinnovate promesse di partecipazione a questo o quell’altro festival, giunge l’ora che in molti aspettano da diversi anni. Questo è il live degli ‘anta’, tale la composizione del pubblico, tale l’approccio emozionale.

La formazione per tre quarti è quella originale, manca solo Eric Avery, il cui basso è ormai da tempo sostituito da quello del rodato Chris ChaneyPerry Farrell e Dave Navarro, per i quali il tempo sembra essersi fermato dove li avevamo lasciati, sono poseur per definizione. Ma non si dia necessariamente un’accezione negativa al termine, poiché una componente del loro rock and roll è proprio in questa visione estetica ancor prima che musicale. Senza il palestrato e tatuato Navarro a petto nudo ma soprattutto senza quella puttana da palcoscenico di Farrell con i suoi completini rosa e il panama sulla testa, i Jane’s non sarebbero la stessa cosa.
A rafforzare questa tesi sull’impatto visivo, sul palco cinque performer abbondantemente svestite a sottolineare anche un altro elemento pregnante della band losangelina: la sensualità. Ora morbosa, ora liberatoria, l’imprescindibile carica sessuale erompe generosa nel brano che apre lo show, Stop, così come apriva l’album, Ritual De Lo Habitual del 1990 che stasera qui si sta celebrando. L’energia che si sprigiona è da rituale pagano, i corpi che nelle prime file si dimenano non tengono conto della dimensione temporale, ingannandosi di essere nei nineties e Farrell è bravo a farcelo credere.
Non serve elencare tutto l’album che viene esattamente riproposto come promesso; i Jane’s Addiction non ci faranno mancare nulla, dalla violenza funky di Ain’t No Right all’agitazione dionisiaca di Been Caught Stealing, dalla catartica ed ipnotica trance hard di Three Days alla psichedelia onirica di Classic Girl.
Costante una bottiglia di vino rosso tra le mani del cantante nelle pause tra i brani, impressionante il colpo d’occhio sulle loro ‘ragazze immagine’ appese con dei cavi a diversi metri di altezza dal palco e penzolanti mentre si dimenano sulle note divinamente ossessive dei Jane’s, realizzando qualcosa di quello che immaginiamo potrebbe essere un trip da assenzio.
Al termine dell’esecuzione di tutto l’album, si continua con la bowiana Rebel Rebel (quanto Perry Farrell possa essere stato influenzato da David Bowie lo capirebbe anche un profano), dovuto omaggio vista la recente scomparsa del duca bianco.

Lo show in realtà sta per finire ma noi non ne abbiamo minimamente coscienza dato il climax raggiunto e Mountain Song giunge opportunamente a sciogliere le ultime resistenze di chi nelle prime file ancora non si era lanciato in pogo selvaggio, di chi ancora non era stato sollevato dai compagni per finire a piedi in su e a testa i giù: amarcord da nineties insomma. Viene eseguita poi una Just Because dall’album del ritorno Strays (forse per accontentare i più giovani) che avremmo volentieri barattato con una Ocean Size, ma ciò che noi cerchiamo dai Jane’s si ripalesa in Ted Just Admit It, punto di non ritorno prima della conclusiva Jane Says, con Navarro in poltrona con l’acustica, il tam tam tribale di Stephen Perkins e il Fabrique a cantarla all’unisono con Perry Farrell.

Chi il 15 giugno scorso ha vissuto questo concerto, al di là del tempo trascorso, dei ricordi o della mancanza di altre occasioni, sa per certo che i Jane’s Addiction son stati tra i gruppi più interessanti in assoluto in area alternative tra metà ottanta e primissimi novanta. Capaci di assurgere alle glorie del mainstream pur venendo dal più oscuro underground, a differenza ad esempio dei Red Hot Chilli Peppers in cui Navarro ha pure militato, essi non son mai stati così rassicuranti e forse il mondo li conosce più perché Farrell è stato l’ideatore del festival itinerante Lollapalooza che non per la loro stessa musica. Musica che certa stampa pigra ha ben pensato all’epoca di liquidare nell’indistinto calderone del crossover (sorte che per un po’ è toccata anche ai Primus).
Veri agitatori culturali, rappresentanti di una decadenza che in una Los Angeles post reganiana contendeva il suo edonismo tra surf ed eroina, i Jane’s Addiction son stati forti di una proposta musicale dalla grande personalità che ha unito diverse istanze dal funky all’hard rock, dal trance rock alla psichedelia più metallica, rendendoli icone cult di un certo modo – davvero alternativo – di intendere il rock and roll.
I Jane’s Addiction all’epoca ci han fatto tanto sudare e forse anche un pò sognare, noi stasera siamo venuti a rendergli omaggio e a divertirci ancora un pò.
Se Perry Farrell all’indomani non avesse voluto a tutti i costi fare shopping magari il concerto durava un pò di più, ma ad ognuno i suoi vizi.
(Photo by Nino Finzi)

Live report su Keeponlive.com

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