Francesco Di Bella: periferie e ‘muntagne chiene e sole’

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Francesco Di Bella
Nuova Gianturco
(La Canzonetta)

Disco forse più importante di quel che sembra Nuova Gianturco.
Cominciato in tempi non sospetti, quando tutti erano presi dalla militanza, il discorso poetico di Francesco Di Bella si proietta oggi in una dimensione di ancor più ampio respiro. Il pop che si diffonde dai solchi di questo vero debutto (già c’era stato un lavoro solista di Francesco, ma erano rivisitazioni di brani dei 24 Grana) è in perfetto accordo con l’etica e il linguaggio del suo autore. Il mix di italiano e napoletano qui presente non vede lo scontro tra una lingua e un dialetto quanto piuttosto una lingua, quella napoletana, che viene in aiuto di quella italiana quando quest’ultima non ce la può fare a restituire la pienezza di un’immagine, di un fatto o di un’emozione.
La musica italiana, il pop di qualità, ha bisogno di dischi così. E anche la città di Napoli ha bisogno di artisti così, soprattutto oggi che esaurite le spinte propulsive delle varie ondate del neapolitan power, non sembrano ergersi voci altrettanto forti e rappresentative a differenza di quanto succede – ad esempio – per la ‘scuola romana’ (e con Nuova Gianturco, fatte le dovute differenze, non siamo poi così lontani da certi esponenti di quello stile che han fatto della leggerezza un valore aggiunto).
Le tematiche spaziano dai vissuti di periferie – e Gianturco, all’estremo sud di Napoli le potrebbe comprendere tutte – che sembrano risorgere dalla desolazione post-industriale per pulsare di nuova vita proveniente da nuove culture che le abitano a soggettive sulle condizioni dei migranti (le nuove culture di cui prima), dalla tradizione musicale le cui figure retoriche vengono qui scomposte e riassemblate (anche grazie al sapiente gioco di produzione di Davide Sinigallia) a quanto succede sotto la ‘muntagn chiena e sole‘ capace di evocare contemporaneamente amore, memorie, droga e numeri del lotto.
Collaborano tra gli altri Luca Persico dei 99 Posse, Davide Sansone dei Foja, Neffa e perfino Joe Lally dei Fugazi a conferma di quanto questo progetto possa andare ben oltre i generi e i territori.

 

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