Montauk: esistenzialismo provinciale, buona letteratura e tanto vuoto

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Montauk – Vacanza/Gabbia (Labellascheggia)

A quattro anni dal debut omonimo i Montauk continuano a mantenere un basso profilo, a non prendersi saggiamente troppo sul serio e a rinunciare a quella dimensione epica che spesso appesantisce la scena post-hc/emo/screamo nazionale a cui essi per la costante tensione che pervade le loro tracce di diritto appartengono.

Sembra che i Montauk vogliano ‘cantare’ l’assenza di gloria nelle nostre vite e raccontare piccole cose con la giusta dose di rabbia, circondati e suggestionati da una sorta di esistenzialismo provinciale, da buona letteratura e tanto vuoto.

Che questa disperazione compressa (Milano e Privata gli esempi migliori) sia capace di arrivare alle finali di Arezzo Wave che prima era una roba grande, poi è scomparso e oggi si sta cercando di farlo rinascere come cosa altra mi piace molto.
E che siano gli emiliani Montauk a portarcela mi piace ancora di più.

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