Magister Espresso Orchestra: musica per videomaker visionari

cover

Magister Espresso Orchestra
Banda Vaga
(Freecom Music)

A volte succede che nella realizzazione di un disco, nonostante i linguaggi utilizzati non siano del tutto avulsi da contesti agevolmente definibili, è la scrittura ad essere avventurosa, curiosa o imprevedibile e a mischiare quindi le carte in tavola.

Perchè è questo che ha fatto il siciliano (trapiantato in Veneto) Alessandro Sbrogiò tirando fuori dal cassetto queste composizioni a cui si è dedicato da quando ha interrotto quel piacevole nomadismo con la Venice Baroque Orchestra di cui è stato tra i fondatori nonché il contrabbassista.
S
ottrarsi all’idea di voler racchiudere la Magister Espresso Orchestra in un genere musicale è dunque il primo necessario step per approcciarsi all’album Banda Vaga e – immaginiamo – a tutti i lavori futuri che da questo ensemble potranno scaturire.

Banda Vaga si compone di nove tracce acustiche eseguite da una formazione a metà tra un’ orchestra tradizionale ed una big band, ideata dallo stesso Sbrogiò con Luca Mares (primo violino), Andrea Valfrè (pluripremiato sound engineer con numerosi Music Awards al suo attivo) e Denis Feletto (direttore & piano) e la cui ricchezza di fiati, il suono della fisarmonica, i guizzi da scuola minimalista e certe dinamiche proprie del jazz unite alla formazione e alla pratica dei tanti componenti negli ambiti della classica, della musica antica, dell’elettronica e dell’etno, restituiscono una vera e propria soundtrack immaginaria ben oltre i ristretti confini delle library music.

band.pngConcetto di soundtrack che qui non è soltanto percezione soggettiva visto che una delle tracce, Towel Day, omaggio a Douglas Adams e alla sua Guida Galattica per Autostoppisti è stata utilizzata per l’omonimo videoclip della regista Valeria Cozzarini, vero e proprio trip psichedelico in chroma key.

La banda/orchestra rappresenta dunque la miglior scelta per qualsiasi filmaker visionario (almeno quanto lo Sbrogiò) che voglia disporre di un commento sonoro documentaristico ma adeguatamente ironico all’occorrenza, con una moderata malinconia tra le pieghe, sicuramente effervescente nell’esecuzione ed in ogni caso davvero libero nell’accezione più ‘piazzollana’ del termine.

E per non farsi mancare nulla il mastering è stato affidato alla leggenda Simon Heyworth che ha completato il lavoro nel suo Super Audio Mastering tra le brughiere del Devon.

Ancor prima di un pubblico di ascoltatori quindi, che stiano attenti tutti quei professionisti dell’audiovisivo con esigenze di sincronizzazione perché qui c’è un livello complessivo davvero molto alto.

 

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